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Il centro storico di Chiusi, con il campanile sopra le arcate

Home / La storia

Una bottega giovane
in una città antica

Abbiamo aperto da poco, dentro le mura di Chiusi. Una famiglia dietro il banco, i tavolini sulla via e la pasta tirata a mano ogni mattina.

La famiglia che manda avanti la bottega, in posa dopo il servizio

01 Chi siamo

Una famiglia, non una catena

Il Gatto e la Volpe è una gastronomia aperta da poco in Via Porsenna, la strada che attraversa il centro storico di Chiusi. La mandiamo avanti in famiglia: chi vi accoglie all’ingresso è lo stesso che ha preparato quello che avete nel piatto.

Non consegniamo un menù stampato. Chi entra viene accolto, gli si spiega cosa c’è quel giorno e come funziona, e poi si sceglie insieme. È il modo più lento di prendere un’ordinazione ed è anche l’unico che ci interessa.

Se è la prima volta che passate da Chiusi, finisce quasi sempre che si parla d’altro: delle feste del paese, di cosa vale la pena vedere, di quando tornare. Fa parte del servizio anche quello.

La semplicità incontra la perfezione della materia prima… e dell’ospitalità.

Da una recensione dei clienti

Cosa facciamo

Poche cose, fatte tutti i giorni

Non siamo un ristorante con la carta e non siamo solo un banco d’asporto. Siamo una via di mezzo, e ci stiamo volentieri.

Pici tirati a mano, lunghi e irregolari, tenuti in mano

La pasta, a mano

Ogni mattina

I pici si tirano uno a uno: sono il formato di questa valle e una macchina non li fa. Con l’aglione della Valdichiana sono il piatto che ci chiedono più spesso.

Pane e focacce appena sfornati, impilati su un vassoio

Il forno

Ciaccia, focacce, pizza al taglio

La ciaccia esce calda e si farcisce al momento, come volete voi: finocchiona, prosciutto, quello che c’è. C’è la pizza al taglio, e d’estate anche quella tonda.

Arrosto affettato al momento sul tagliere

La rosticceria

Pronto da portare via

Arrosti, patate, verdure, piatti pronti da scaldare. E quando fa caldo si passa al fresco: carpaccio, caprese, cose che si mangiano senza accendere niente.

02 Si mangia qui

I tavolini sulla via, e qualche posto dentro

Si può portare via tutto, e in molti lo fanno. Ma si può anche restare: fuori ci sono i tavolini sulla strada, dentro qualche posto al riparo — d’estate sotto il ventilatore, che a Chiusi ad agosto non è un dettaglio.

È il motivo per cui si fermano in tanti a mezzogiorno: si mangia in mezz’ora, seduti, senza prenotare e senza cerimonie. Poi si riprende la strada.

Tavolo apparecchiato con calici, posate e un fiore

Come lavoriamo

Quattro cose su cui non transigiamo

01

I prodotti del territorio

La Valdichiana è una delle pianure più generose d’Italia e comincia dove finisce il paese. Il grano, l’olio, l’aglione: se si trova qui, non lo andiamo a cercare altrove.

02

La pasta si tira a mano

È la parte più lenta della giornata e non abbiamo intenzione di accorciarla. Esistono modi più rapidi per arrivare allo stesso piatto. Non allo stesso sapore.

03

Si farcisce come volete voi

Sulla focaccia non c’è una lista chiusa: si guarda cosa c’è, si indica, si mette. Chi vuole provare un accostamento strano lo prova, e qualche volta ce lo copiamo.

04

Si accoglie, non si serve e basta

Spiegare cosa c’è, dare un consiglio, raccontare dov’è la torre o quando c’è la festa: costa due minuti e, a quanto ci dicono, è la cosa che la gente si ricorda di più.

Il seguito

Il resto si racconta meglio a bocca piena

Siamo in Via Porsenna, a due passi dal Labirinto di Porsenna e dalla torre. Se state visitando il centro ci passate davanti per forza: tanto vale fermarsi.