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Chiostro con i tavoli apparecchiati e il pozzo al centro, prima dell'arrivo degli ospiti

Home / Catering

Quando la tavola
è più grande della cucina

Da venti a duecento coperti, in Valdichiana e dintorni. La pasta si tira la mattina stessa e si cuoce sul posto, davanti a chi la mangerà.

Cuoco che solleva i pici facendo cadere la semola, in controluce

01 Come è cominciato

Un battesimo, e non ci siamo più fermati

Una cliente ci chiese se potevamo preparare il pranzo per il battesimo della nipote: quaranta persone, in casa sua. Dicemmo di sì senza avere idea di come si facesse. Andò bene. Il mese dopo chiamò sua sorella.

Da allora abbiamo imparato una cosa sola, ma l'abbiamo imparata bene: un banchetto non è la bottega moltiplicata per cento. È un mestiere diverso, fatto di tempi, distanze e di piatti che devono arrivare caldi tutti insieme. Chi improvvisa si vede subito.

Per questo portiamo i fornelli dove si mangia. I pici non reggono il viaggio in vaschetta: si cuociono sul posto, in cestelli, porzione per porzione, e dalla padella vanno dritti nel piatto. È più faticoso. È anche l'unico modo perché sappiano di qualcosa.

Un buffet si giudica dall'ultimo piatto servito, non dal primo.

La regola del servizio

Le formule

Quattro modi di apparecchiare

Si parte sempre da qui e poi si cambia tutto, perché nessuna festa è uguale a un'altra. Consideratele un punto di partenza, non un listino.

Lunga tavolata di ospiti sotto il portico del chiostro

Pranzo servito al tavolo

Menù di tre o quattro portate, camerieri in sala, tempi scanditi. La formula delle cerimonie: matrimoni, battesimi, anniversari.

Da 30 a 150 coperti
Ospiti in piedi all'aperitivo tra i tavoli alti

Buffet in piedi

Isole di assaggi, vassoi che si rinnovano, nessun posto assegnato. Per inaugurazioni e rinfreschi, quando conta che la gente si parli.

Da 20 a 200 persone
Due cuochi che saltano la pasta su due fornelli a induzione

Cucina a vista

Portiamo i fornelli in mezzo alla festa e si cuoce davanti a tutti. I pici mantecati in padella sono lo spettacolo e la portata insieme.

Si aggiunge alle altre
Dodici piatti di antipasto identici allineati sul tavolo

Consegna e via

Vassoi pronti, teglie di pasta al forno, arrosti già affettati. Consegniamo caldo all'ora che dite e ce ne andiamo: il resto lo fate voi.

Senza servizio in sala

Dietro le quinte

Sei ore, raccontate in sei fotografie

Nessuna di queste foto è stata costruita: sono scatti di un servizio vero, dalla mattina presto fino al dolce.

Cassetta piena di pici freschi tirati a mano

La mattina, in laboratorio

Ore 5:00

I pici si tirano uno a uno e si posano nella semola. Per cento persone sono circa quattro ore di tavolo. Non esiste una scorciatoia: è il motivo per cui si prenota con giorni di anticipo.

La postazione di cottura montata contro il muro del chiostro

Si monta la cucina

Tre ore prima

Fornelli, pentole, cestelli, tavoli di appoggio: una cucina completa che arriva smontata e sta in piedi in un paio d'ore. Serve corrente e un angolo riparato, nient'altro.

Cestelli di cottura con porzioni di pici nell'acqua bollente

Ogni porzione per conto suo

Tre minuti

I cestelli servono a questo: la pasta non cuoce tutta insieme in un pentolone, ma a piccoli gruppi, in continuo. Chi si siede per ultimo mangia i pici cotti nello stesso momento in cui li mangia il primo.

Padella con pici che finiscono la cottura nel sugo di pomodoro

La mantecatura

Un minuto

Il sugo non si versa sopra: la pasta ci finisce dentro e si salta. È la differenza fra un piatto condito e un piatto cucinato, e si sente al primo boccone.

Due cuochi che impiattano la pasta sulla linea di servizio

Si impiatta in due

Quaranta piatti al minuto

Uno porziona, l'altro finisce. In fila, senza parlare, con i camerieri che aspettano a mezzo metro. È il momento in cui tutto deve andare insieme, ed è anche l'unico in cui nessuno sorride.

Cameriere in gilet che porta due piatti di pasta in sala

In sala

Due piatti per volta

Dalla padella al tavolo passano meno di novanta secondi. Il conto lo facciamo sempre: se un piatto ci mette di più, qualcosa nel giro non ha funzionato.

Cosa si mangia

Gli stessi piatti del banco, moltiplicati

Nessun menù da catering, nessuna ricetta inventata per l'occasione. Quello che facciamo tutti i giorni in bottega, portato fuori.

Due piatti di antipasto con crostini e tortino salato

Antipasti

Crostini di fegatini, bruschette, tortini salati, pecorini e salumi toscani. Impiattati uno per uno o a vassoio, come preferite.

Piatto di pici al sugo di pomodoro, primo piano

Primi

Pici all'aglione, pappardelle al ragù, tagliatelle, ravioli. Tirati a mano la mattina e cotti sul posto: è la portata su cui non trattiamo.

Cuoco che affetta un arrosto arrotolato davanti al tavolo del buffet

Secondi e contorni

Arista, porchetta, pollo allo spiedo, patate cotte nel fondo, verdure di stagione. L'arrosto si affetta davanti agli ospiti, non in cucina.

Tavolo con crostate, torte di mele e ciambellone

Dolci

Crostate, torte di mele, ciambellone. Dolci da casa, fatti la mattina: nessuna torta a piani e nessuna decorazione che non si mangia.


200 Coperti serviti nello stesso turno
90s Dalla padella al tavolo
24h Per avere il preventivo
0 Primi piatti riscaldati. Si cuoce sul posto

Dove

Nel vostro posto, non nel nostro

Non abbiamo una sala da affittare, e non ci interessa averne una. Lavoriamo in ville, chiostri, agriturismi, giardini e case private di Chiusi e della Valdichiana. Se serve, veniamo a vedere il posto prima.

02 Chi viene

Le stesse persone che trovate in bottega

Non ci appoggiamo ad agenzie e non assumiamo camerieri per la singola serata. Chi serve al vostro tavolo è chi, il lunedì mattina, è dietro il banco di Via Porsenna. Sa com'è fatto ogni piatto perché l'ha preparato lui.

A seconda dei numeri siamo da quattro a dieci persone: due in cucina, gli altri in sala. Arriviamo con i nostri attrezzi, montiamo, serviamo, smontiamo e lasciamo il posto come l'abbiamo trovato. Questa parte nessuno la fotografa, ma è quella che ci fanno notare più spesso.

La squadra al completo in posa davanti alle arcate del chiostro

Come si prenota

Tre passaggi, nessuna sorpresa

01

Raccontateci la festa

Quante persone, dove, a che ora, in piedi o seduti. Bastano quattro righe nel modulo o un messaggio.

02

Preventivo entro un giorno

Menù e prezzo a persona, tutto compreso. Se qualcosa non torna si cambia: il menù si scrive insieme.

03

Si conferma e si fa

Per le date importanti chiediamo di muoversi con un mese di anticipo. Per un pranzo d'ufficio bastano tre giorni.

Parliamone

Quante persone siete?

È la prima domanda che facciamo, e di solito basta quella per capire cosa serve. Scriveteci: rispondiamo entro ventiquattro ore, anche solo per dirvi che quel giorno siamo già presi.